Il silenzio è (veramente) d’oro

In Svizzera, a furor di popolo, hanno imposto uno stop alle «remunerazioni abusive» dei top manager. In Italia, invece, acqua in bocca: il silenzio è d’oro. Come per la patrimoniale, considerata da tutti i capi partito saliti al Quirinale un’invenzione del maligno. Meglio discettare sulla democrazia del clic, applaudire Boldrini&Grasso, e mettere al riparo gli straricchi. Come Berlusconi, che si abbotta con una “busta paga” 11.490 volte più ricca di quella di un operaio Fiat. O Marchionne, che ha impinguato del 50 per cento il suo modesto portafoglio: fino a 7,4 milioni di euro nel 2012, stock option e stock grant esclusi. E Grillo? Tace. Dunque, acconsente. E ha perso di vista J. J. Rousseau: «la democrazia - sosteneva il ginevrino - esiste laddove non c’è nessuno così ricco da poter comprare un altro».

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