Senza sinistra

Se pensi troppo in grande, può succedere che, en passant, quando fai l’ennesima scoperta epocale non le dai troppo peso. Forse è per questo che Alfredo Reichlin, dopo il voto, ha sentito il bisogno di ricordare a se stesso «che, dopotutto (sic!), la differenza tra destra e sinistra esiste». Perché prima del voto, dopotutto, con il governo MBB la differenza era sparita. Mentre in campagna elettorale il segretario del Pd annunciava una vera svolta “riformista” alleandosi con Monti. E apriva ai mercati spiegando al Washington Post che «in Italia la destra non ha una tradizione liberista». Risultato: voto operaio e popolare a Grillo, Berlusconi resuscitato; lavoratori senza sinistra, sinistra senza lavoratori. Così, dopo le fantomatiche “due sinistre” di Bertinotti e D’Alema, siamo rimasti senza sinistra. Ma - dice Alfredo - non è, questa, una scoperta epocale.

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