Il sosia del presidente
Renzi non va a votare per il presidente della Repubblica. Embè? Dov’è la notizia? Ci penseranno i rappresentanti delle Regioni, direste voi, insieme ai deputati e ai senatori. Ma se il giornale dei padroni “progressisti”, che ogni giorno pazientemente ci imboccano, dedica al tema la sua analisi in prima pagina vuol dire che il fatto è grave. Anzi, gravissimo. Perché, sentenzia Gianluigi Pellegrino, si tratta di un errore «istituzionale»: in quanto la presenza del sindaco di Firenze tra i votanti sarebbe «un’addizione qualitativa», «l’interfaccia genetico della figura del presidente della Repubblica come rappresentante di tutto il paese». Una scoperta sensazionale, degna di una “visione” di Casaleggio. Ma quale sarà il danno per la Repubblica se il futuro presidente non sarà eletto dal suo sosia (sia pure in miniatura)? Il Pellegrino, purtroppo, non lo dice.
nuvola rossa