Renzi alla Palazzoli di Bresciadi Paolo Ciofi - "Vogliono spaccare il Paese": così Renzi, il maestro del non ascolto, apostrofa gli operai e gli orchestrali del teatro dell'Opera, i giovani e i vecchi, gli italiani e gli stranieri, donne e uomini, che da piazza San Giovanni in poi hanno acceso la fiammella di una protesta democratica e di massa che si diffonde nel Paese.
Ha ragione - rincara la dose il giornalista di Repubblica che conduce la rassegna stampa di Rai tre citando il Sole 24 ore, noto quotidiano dei proletari in frac - perché con l'innovazione tecnologica le differenze di classe spariscono e tutti ci dobbiamo unire in un solo fascio nel nome del progresso. Infatti a un solo "esodato" di nome Montezemolo hanno dato una buonuscita di 27 milioni, agli altri 27 milioni glieli daranno nell'altra vita.
Si è anche saputo che il 7 novembre, nei 2.000 metri quadri del salone delle fontane all'Eur per la cena di autofinanziamento del Pd, 1.000 euro a persona, ci saranno solo 3 finanzieri, 5 faccendieri e 2 capitalisti di ultima generazione. Gli altri, nei 100 tavoli da 10, sono tutti metalmeccanici, pensionati, precari della scuola e della conoscenza, donne disoccupate ed extracomunitari fuggiti dai centri di accoglienza. Come volevasi dimostrare.
 
Paolo Ciofi
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