Operai alla catena di montaggioCi voleva la pandemia perché i più agguerriti soloni dell’economia e della finanza facessero una stupefacente scoperta, come quella dell’acqua calda: se non si lavora è alle viste una catastrofe, il mondo rovina e le nostre vite vengono distrutte. Di colpo sono andate in mille pezzi le più approfondite elucubrazioni sulla fine del lavoro. Abilmente travestite da indiscutibili conquiste della scienza mentre le lavoratrici e i lavoratori venivano frontalmente aggrediti nei loro diritti, secondo una precisa scelta di classe. Precarietà, disoccupazione, bassi salari. Il lavoro diviso, frantumato, scientificamente sfruttato, talora persino schiavizzato. Ed ora, nella tragedia della pandemia, viene a galla la nuda verità: senza il lavoro gli esseri umani non sono nulla, e non possono far nulla. Quindi, non ripetiamo le scelte del passato. Anzi, facciamo il contrario.

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