La centralità del cane

Anche i cuccioli dei cani, poveretti. Per prendere per il naso l’elettore, e stordirlo con la favola dei buoni sentimenti, anche loro sono stati costretti a fare campagna elettorale. Il pifferaio di Arcore e il rettore di Varese, sempre più berlusconizzato dai guru americani, li accarezzano, li coccolano e li stringono al petto. Che pasta d’uomini, costoro! Così sensibili e vicini agli animali! I quali, se fossero consapevoli dell’inganno, li azzannerebbero ai polpacci. Altro che buoni sentimenti: come annotava Piero Sraffa, grande economista e amico fraterno di Gramsci, «i liberali si commuovono in primo luogo per la vita di un animale, poi per quella di un uomo, poi per quella di un comunista». E quando è in ballo il potere e il dio quattrino si mettono in mostra accarezzando un cane.

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