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In un batter d'occhio, la notizia degli omicidi premeditati compiuti a Firenze da un fascista dichiarato contro nostri fratelli senegalesi, rei di volersi guadagnare la vita in questo Paese, è scomparsa dalle prime pagine dei grandi quotidiani. In compenso, gr ande è il risalto attribuito alle dichiarazioni del redivivo Berlusconi. Il quale ci fa sapere che i Diari di Mussolini sono una sua lettura preferita, e che il fascismo non è stata una dittatura bensì una democrazia, seppure «minore». Semplice nostalgia del passato? Di un regime, che ha promulgato le leggi razziali e portato l'Italia alla catastrofe della guerra? E nel quale gli avversari politici venivano incarcerati e uccisi come Gramsci e Matteotti, i sindacati aboliti, i partiti messi fuori legge, il Parlamento ridotto a una maschera senza vita? Non è così, e infatti, come lui stesso ha ripetuto, il redivivo Cavaliere punta a togliere di mezzo la Costituzione, che a suo giudizio gli impedisce di governare. Intanto, perché sia chiaro da che parte sta, invece di esprimere la sua solidarietà alla comunità senegalese così duramente colpita da un fascista, tesse l'elogio del fascismo. Mentre troppi tacciono, o fanno finta di non capire.

Paolo Ciofi