Siamo tornati dopo una lunga interruzione, in una veste rinnovata e speriamo più efficace, con l’intento di dare un contributo all’esplorazione delle condizioni, delle trasformazioni e delle ragioni del lavoro. Perché siamo convinti che senza il protagonismo e la partecipazione attiva dei nuovi lavoratori del XXI secolo, donne e uomini, italiani e stranieri, che stanno nelle fabbriche e nella rete, nei centri di ricerca e nei servizi, nelle scuole e nelle università, nel territorio e nelle periferie urbane, nel pubblico e nel privato, dipendenti ed etero diretti, instabili e precari, non si esce dalla condizione di disuguaglianza e di ingiustizia, di distruzione dell’uomo e della natura cui ci condanna questo capitalismo in crisi. Indignatevi, protestate, organizzatevi. Senza la lotta, una lotta democratica e di massa delle forze unite del lavoro, non si ottiene nulla, e l’Italia è condannata a un irreversibile declino. Noi stiamo da questa parte, dalla parte del lavoro.

P. C.