
Il pensiero del presidente Mao, mi disse un vecchio contadino sulla porta della sua capanna negli anni lontani della rivoluzione culturale, è profondo come l'acqua dell'Oceano. Ormai, aggiunse con soddisfazione, almeno una ciotola di riso al giorno è garantita a me e a tutti i cinesi. Il pensiero di Aldo Cazzullo invece - si parva licet componere magnis - dà spesso l'impressione di essere profondo come l'acqua di un catino. E il corsivo intitolato «L'opposizione della piazzetta (rossa) di Landini» ne è la certificazione autentica. In Italia ci sono più di 10 milioni di persone in condizioni di povertà relativa? In sette anni abbiamo perso il 25 per cento del nostro potenziale industriale e un milione e mezzo di posti di lavoro? La maggioranza dei pensionati è costretta a tirare la cinghia e un'intera generazione è stata espropriata del futuro? Il governo Renzi, in queste condizioni, alimenta una guerra di classe senza precedenti, retrocedendo il lavoro da diritto costituzionalmente garantito a pura merce nella piena disponibilità del capitale? Non preoccupatevi: si tratta di quisquilie, varie ed eventuali, che esulano dal perimetro concettuale del nostro pensatore. Anzi su questa linea, parafrasando Petrolini, l'Italia risorgerà più bella e più grande che pria. La storia e i fatti recenti dimostrano il contrario? Anche queste sono quisquilie che non fanno testo. Il vero problema è che Landini, dalla «piazzetta (rossa)», intende aprire «una fase di elevata conflittualità». Ossia, intende organizzare e mobilitare - nell'interesse loro e del Paese - le persone private del lavoro e della dignità dalla crisi e dalla spietata lotta di classe condotta dai padroni del vapore. Al contrario, secondo il perspicace Cazzullo, a quanto pare incapace di alzare lo sguardo dalla ciotola di riso che gli concede il Corriere della sera, le persone che vivono non di rendite e profitti bensì di lavoro devono stare zitte e a cuccia: in balia di chi comanda, senza se e senza ma. Un vero progressista, dal pensiero eventuale che dei fatti se ne infischia. Come il suo collega Giannelli, che disegna una piazza vuota con questo commento: «La piazza è tutta di Landini. Ma il problema è il popolo!». Evviva l'obiettività. Ed evviva il Cazzullo. Che ci preannuncia un radioso avvenire perché il segretario della Fiom «non apre una stagione, non fa cadere un governo, non condiziona il futuro». E ci consola perché la «piazzetta rossa» resterà rinchiusa «nel perimetro della testimonianza»: che è il genuino auspicio padronale, dei finanzieri e di Marchionne. Tutte persone sulle quali il colore rosso produce un effetto sconvolgente, e che si arricchiscono mentre il Paese va a picco. Ma, come ha detto nel suo intervento Rodotà di fronte alla piazza stracolma, «non mi pare che qui ci siano persone disposte ad arrendersi».