Basta con questa storia del «capitale umano»! Persino il manifesto, che si definisce quotidiano comunista, parla di «capitale umano» (Carra, 19.11.2017). Ma anzitutto il capitale, in quanto rapporto sociale, è disumano. Visto lo sfruttamento indecente cui sono sottoposti gli esseri umani, specialmente donne e bambini, e il numero crescente di morti sul lavoro. E poi, nel sordido linguaggio falsamente tecnico e “oggettivo” imposto dalla classe dominante, gli esseri umani che lavorano, soffrono e perdono la vita per produrre ricchezza e profitti sono diventati capitale: una cosa, anzi una merce, che si vende al massimo ribasso nel mercato del lavoro. È un turpiloquio. Soprattutto è una società da cambiare.
nuvola rossa