L’onorevole Maurizio Sacconi è un amico dell’uomo. Perciò, come ci spiega in una preziosa intervista a Panorama, dovendo scegliere nel mondo di oggi tra «antropologia positiva» e «antropologia negativa», è necessario sciogliere ogni dubbio. E’ lui il governante del destino, l’antropologo positivo al quale dobbiamo affidarci per puntare sulla totale deregolamentazione, che «va decisamente perseguita», e sul «primato dei contratti aziendali», che comporta l’eliminazione della contrattazione nazionale. E’ come se al suo quasi omonimo Pietro Sacconi, operaio della Fiat, il ministro chiedesse di presentarsi nudo sul mercato, spogliato di ogni tutela e diritto. Cosa accadrebbe a tutti noi se il ministro fosse invece un antropologo negativo?

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