Il ministro della calamità sociale
C’è un ministro di questa Repubblica che usa un linguaggio improbabile, un misto di arroganza proprietaria e di sguaiataggine come fosse un personaggio di Verdone. Del tipo: non assegno «paccate di miliardi», non mi hanno messo lì per «distribuire caramelle». Un ministro che ha colpito con la scure i pensionati presenti e futuri, ha tagliato l’articolo 18 come fosse una gamba andata in cancrena, e ha prodotto gli “esodati”, una sgrammaticatura per nascondere la realtà: centinaia di migliaia di persone che non hanno i mezzi per vivere perché in nome dell’equità sono stati espropriati del salario e della pensione. Una cosa enorme, mai vista prima. Ora questo ministro, che è un rispettabile professore messo lì per competenza, pretende anche di essere applaudito per aver nascosto la verità. Forse, come il Cavaliere sceso da cavallo, crede di vivere in una democrazia in cui il governo non è al servizio dei cittadini, ma i cittadini - come bambocci - devono stare al servizio di chi governa. Sig. ministro (e ho scritto ministro perché così vuole essere nominata la prof. Fornero) lei ha dimostrato di essere un incompetente che spacca la società, e dovrebbe avere il coraggio di dire: non sono all’altezza, mi scuso e vado a casa. Sarebbe un atto di pubblica utilità, da incoraggiare e rendere operativo.
nuvola rossa