Rieccolo!

 

Volete sapere le intenzioni di Renzi? Chiedetelo a Sacconi. Lui è il trombettiere di chi comanda, chiunque sia: l’importante è che comandi, il resto è inesorabilmente consequenziale. Così il socialista riformista (ça va sans dire) Maurizio Sacconi è stato il trombettiere di De Michelis, poi di Craxi, indi di Berlusconi. Adesso lo è di Renzi. E quando il retroscenista del Corriere della sera Verderami fa sapere che il vero «benchmark per Bruxelles» è la riforma del lavoro, ovvero la «revisione» dell’articolo 18 (ma se ne parlerà in autunno), il trombettiere suona la carica: il problema è «la cancellazione dell’articolo 18». E sapete perché? «Perché è utile in sé ed è una specie di benchmark. Toglierlo dimostra leadership e fa lavoro». In verità toglierlo dimostra solo che per questi signori i lavoratori sono solo dei nemici da mettere in ginocchio, con la conseguenza di portare l’Italia al disastro. Ma tant’è: ascoltare la voce dei padroni è sempre istruttivo. A patto che poi si faccia il contrario. 

 


La morte delle notizie

 

Grandi movimenti sullo scenario globale. La Merkel va in Cina per firmare accordi. Putin va Cuba…per togliersi la cravatta: ‘Via la cravatta’ è infatti il titolo a pagina 14 della Repubblica di sabato 12 luglio. Che significa? Niente. E infatti la notizia, malamente nascosta, è un’altra: Mosca si prepara a ratificare un accordo per cancellare il 90 per cento del debito di Cuba risalente all’epoca sovietica, che ammonta a oltre 35 miliardi di dollari. «Siamo grati ai sudamericani - ha detto Putin - per il sostegno alle nostre iniziative internazionali, tra cui la smilitarizzazione dello spazio, il rafforzamento della sicurezza informatica e la lotta contro la glorificazione del nazismo». Si dice che l’abito non fa il monaco, ma i titoli fuorvianti sono ormai un’abitudine degli organi di regime. 

nuvola rossa

 

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