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Categoria: I Corsivi di Nuvola rossa
Quando, secondo Scalfari, era il figlio buono di Berlusconi, il noto statista di Rignano sull’Arno voleva il Porcellum. Perché puntava alla maggioranza assoluta con il premio di maggioranza, ispirato da Veltroni e dal suo partito a vocazione maggioritaria. Adesso che è diventato il bravo figlioccio del grande padre Scalfari, e anche la vocazione maggioritaria, dopo quella cristiana, è finita nel nulla, il noto statista vuole il Rosatellum. Perché così può fare e disfare qualsiasi inciucio accordandosi con chiunque pur di stare al comando: con «il mondo centrista» cattolico e moderato, con «i radicali», con «la galassia ambientalista» e persino, s’il vous plait, con «un mondo di sinistra». Quando si dice pensare in grande! La legge elettorale serve per fornire uno sgabello a chi comanda, non a fare in modo che il Parlamento sia lo specchio del Paese. Ma i lavoratori, i giovani precari, le donne senza occupazione e senza servizi, il vasto e complesso mondo del lavoro dipendente chi lo rappresenta? Alt. La democrazia può pure andare a farsi fottere, ma ormai dovrebbe essere a tutti chiaro che questo non è compito di un borghesuccio megalomane amico di Marchionne schierato senza se e senza ma dalla parte del capitale, dei grandi e dei piccoli borghesi. Porcellum o Rosatellum, quel che ci vuole è una sinistra nuova, che faccia asse sul lavoro. E che secondo Costituzione promuova «l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese».
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